Catturato il boss Falsone, i dettagli dell'operazione
Inserimento di Sabato, 26 Giugno 2010 ore 13:12
Cronaca
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''C'e' stata anche la collaborazione dell'Aisi, l'agenzia per la sicurezza di informazioni interne. Grazie alle loro informazioni si e' aggiunto un importante tassello per la cattura di Falsone''. Lo ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, parlando della cattura del boss Giuseppe Falsone (nella foto) avvenuta ieri a Marsiglia (Francia). ''Adesso speriamo - ha proseguito - di portare a termine al piu' presto la cattura degli ultimi due latitanti del nostro distretto: Matteo Messina Denaro e Gerlandino Messina. Contiamo di poterlo fare magari in tempi non brevissimi, ma neanche troppo lontani''. ''E' stata una ricerca lunga 11 anni che grazie all'impegno incessante delle forze dell'ordine si e' conclusa positivamente. Non sappiamo ancora quando potra' venire in Italia perche' dipendera' dalla autorita' francesi. Potrebbero passare diversi giorni, oppure pochi. In questo momento non siamo in grado di stabilirlo''. Lo ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, parlando della cattura del boss latitante Giuseppe Falsone. ''E' vero che si era sottoposto a operazioni di chirurgia plastica ma non erano stati cosi' incisivi come dimostrano anche le foto - ha spiegato - E' stata una cattura possibile soprattutto grazie ad appostamenti meticolosi e alle intercettazioni. Con la nuova legge non sarebbe stato impossibile catturarlo, probabilmente non sarebbe cambiato nulla. E' vero pero' che il ddl in qualche modo rende piu' complicate le cose''. Al boss Giuseppe Falsone sono stati sequestrati vari documenti e un personal computer. ''A Marsiglia Falsone si era stabilito in modo duraturo. Aveva preso documenti falsi e gestiva una serie di rapporti che ci fanno pensare a un'evoluzione dei latitanti che preferiscono andare stabilmente in altre localita' italiane o internazionali'', ha detto il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. ''Il latitante che lascia il proprio territorio - ha spiegato - da una parte beneficia della lontananza dalla presenza massiccia di magistratura e forze dell'ordine, dall'altra pero' rinuncia a una serie di rapporti che ne permettevano la copertura e lo rendevano praticamente 'invisibile'''. ''Abbiamo sequestrato nel covo di Falsone documenti e carte che daranno nuovo input alle indagini. Ci sono carte interessanti ed e' stato trovato anche un computer che sara' analizzato'' ha spiegato Raffaele Grassi, dirigente nazionale dello Sco. ''E' probabile - ha detto il procuratore Vittorio Teresi - che sia stato anche il fiato sul collo delle forze dell'ordine a fare andar via Falsone. L'arresto dei suoi fiancheggiatori e di altri mafiosi presenti nel suo territorio potrebbe averlo indotto a cambiare aria''. Il latitante Giuseppe Falsone a Marsiglia aveva preso una patente nautica presentando una carta d'identita' italiana: la foto presentata per il nuovo documento pero' non ha convinto le autorita' italiane che evidentemente erano informate da quelle francesi. Da qui le indagini della Procura e della polizia in Francia hanno avuto un notevole impulso. ''Marsiglia non si puo' definire una roccaforte della mafia, ma ci sono delle informazioni che abbiamo avuto grazie all'Aisi che ci hanno consentito di focalizzare la nostra attenzione li', come appunto la patente nautica. A quel punto abbiamo individuato - ha detto il dirigente della sezione criminalita' organizzata della squadra mobile di Palermo, Nino De Santis. - tre siti di potenziale interesse per la presenza del latitante nella citta' francese. Poi a poco a poco abbiamo rintracciato interessi su attivita' bancarie e commerciali fino ad arrivare all'indirizzo definitivo in Boulevard Notre Dame, dove stava in affitto in un monolocale con soppalco di 120 mq''. ''Falsone era un appassionato di informatica e delle potenzialita' offerte dai nuovi sistemi multimediali. Questo particolare lo avevamo gia' scoperto ai tempi della perquisizione nel covo a Palazzo Adriano - ha sottolineato De Santis - usava anche Skype per comunicare e abbiamo individuato infatti anche il suo nickname - Inoltre guardava i siti Internet del Giornale di Sicilia e di Grandangolo. Anche queste intercettazioni telematiche si sono rivelate fondamentali''.''Falsone e' stato catturato dai poliziotti francesi, grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine italiane, ed e' attualmente detenuto in un carcere di Marsiglia. Noi abbiamo gia' emesso un mandato di cattura internazionale ma non sappiamo ancora quando sara' trasferito in Italia''. Ha proseguito Messineo, parlando della cattura del boss latitante Giuseppe Falsone. ''Il boss - ha spiegato - ha commesso anche reati in Francia e in particolare ha usato documenti falsi, per questo motivo i tempi del suo trasferimento si potrebbero allungare. Si potrebbe trattare di qualche giorno come di alcune settimane. L'importante comunque e' che non sia piu' latitante. Se dovremo aspettare qualche giorno in piu' per averlo in Italia pazienza''.