Messina, arrestato avvocato diabolico per truffa, minacce e falsi documenti pubblici
Inserimento di Giovedì, 11 Marzo 2010 ore 13:57
Cronaca
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Solo una mente diabolica poteva architettare uno stratagemma di minacce e pressioni nei confronti di un docente universitario, di uno studente e della sua famiglia. La storia che stiamo per raccontarvi, potrebbe anche dare l'ispirazione a registi e sceneggiatori. I fatti risalgono al periodo tra ottobre e novembre 2008. L'avvocato marcello mangraviti, 36 anni, di messina è stato arrestato questa mattina dalla squadra mobile della città dello stretto perchè responsabile di tentata violenza telefonica nei confronti di un docente universitario della facoltà d'ingegneria di messina. L'avvocato avrebbe fatto pressioni per raccomandare uno studente catanese, amico del professionista, alla prima sessione di esame utile. Un esame che il giovane aveva tentato di superare, senza riuscirci, già in passato. E questo è solo il prologo di una vicenda che si ramifica e coinvolge anche la famiglia dello studente, di cui mangraviti, è il difensore di fiducia. L'avvocato ha iniziato a marcare stretto il docente, all'insaputa dello studente e della sua famiglia, minacciandolo telefonicamente se l'esame non fosse andato a buonfine. Ma l'antefatto di questa vicenda risale al giugno 2008. L'avvocato mangraviti ha pensato bene di inventare una fantomatica operazione di polizia (denominata “13+1”), coinvolgendo la sorella dello studente ed inviando a casa un falso avviso di garanzia emesso dalla procura della repubblica di messina in cui la ragazza sarebbe stata responsabile di associazione mafiosa finalizzata allo spaccio. E a chi poteva essere conferito l'incarico della difesa? Ma naturalmente a mangraviti, il quale ha iniziato a chiedere soldi per le prestazioni professionali, effettuate nel procedimento, fino a 27 mila euro. Nel corso delle indagini è anche emerso che in passato, lo stesso mangraviti, terrorizzava amici e conoscenti che non lo assecondavano, informando la polizia e chiedendo di avviare perquisizioni domiciliari per la presenza di droga. Perquisizioni che hanno sempre avuto esito negativo. Questa mattina, dopo le meticolose indagini condotte dalla digos, su richiesta dei sostituti procuratori vincenzo cefalo e liliana todaro, il gip dott. Genovese ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare. Mangraviti oltre che per minacce telefoniche deve rispondere anche di calunnia, millantato credito, truffa e uso falso di atti pubblici