Energia, a rischio chiusura 5 raffinerie in Italia. Si salva Milazzo?
Inserimento di Martedì, 02 Febbraio 2010 ore 15:17
Economia
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Chi l'avrebbe mai detto, ma anche il mondo del petrolio è in netta crisi. Lo si evince dai problemi rilevati in quei paesi dove il petrolio viene estratto, ma a confermarlo, oggi, sono i dati presentati dall'unione petrolifera, che parla di 7500 posti a rischio in Italia, dovuti alla chiusura di 4 o 5 raffinerie, un quarto, insomma, rispetto alle 16 presenti in Italia. Gli impianti di Livorno e Pantano sono in vendita, a Falconara si contano 92 esuberi, per Taranto e Gela si parla di fermate provvisorie. Tiene, nella crisi, la raffineria di Milazzo, considerata tra le più avanzate d'Italia. Una sua chiusura, potrebbe significare il collasso dell'economia dell'hinterland, poiché tantissime famiglie si ritroverebbero d'un tratto senza lavoro. In tanti, quindi, stanno guardando in queste ore con apprensione ai dati dell'economia mondiale. E il quadro futuro non sembra migliorare: secondo uno studio di Wood McKenzie, "i consumi di benzina in Italia passeranno dalle 12,5 milioni di tonnellate del 2008 ai 9 milioni nel 2015". Lo scenario per l'industria petrolifera in Italia può condurre a un possibile taglio delle lavorazioni di greggio nelle raffinerie di circa 20 milioni di tonnellate ed effetti negativi oltre che sul personale delle raffinerie anche su quello dell'indotto che vale da 2 a 4 volte quello diretto. Nonostante ciò, ribadisce l'Up, "il settore viene rappresentato come un settore ricco sul quale è sempre possibile attingere a piene mani per le più svariate esigenze ed al quale attribuire comportamenti speculativi e non concorrenziali. Un atteggiamento che, secondo l'unione petrolifera, sta ingenerando l'effetto che le grandi multinazionali, e non solo, tendono a non investire nel nostro Paese e se possibile ad abbandonarlo.