Milazzo, blitz Gdf al depuratore: sequestrata vasca di decantazione. 9 avvisi di garanzia
Inserimento di Lunedì, 25 Gennaio 2010 ore 14:55
Cronaca
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Blitz della guardia di finanza di milazzo in mattinata al depuratore di c.da Fossazzo, nella città del capo. Gli uomini al comando del capitano Persano, su input della procura della repubblica di Barcellona p.g. Hanno sequestrato le vasche di decantazione, essiccazione ed accumulo dei rifiuti da smaltire. 9, in tutto, gli avvisi di garanzia emessi, di cui sei già notificati in mattinata. Si tratta dei rappresentanti della ditta che ha eseguito i lavori di manutenzione e ristrutturazione dell'impianto, la Fenekusa Scarl, con sede legale a roma, di quella incaricata dell'espurgo, la dinamica di Capo D'orlando e di alcuni responsabili dei dipartimenti comunali preposti al controllo. Parte lesa, invece, il comune di Milazzo, che avrebbe regolarmente pagato e disposto per lo scarico del materiale . Il sequestro, di tipo probatorio, è stato disposto per verificare e provare quanto ipotizzato, ovvero la presenza di un deposito non autorizzato di rifiuti in una o più vasche dell'impianto, riferibile però allo smaltimento di un periodo ben definito, quello del blocco dell'impianto. Nessuna contestazione, insomma, all'attuale operatività del depuratore, che risulterebbe in perfetta norma di legge, le indagini della guardia di finanza si sarebbero invece concentrate sul periodo di effettuazione dei lavori. La procura mantiene il più ampio riserbo nelle indagini, sembrerebbe, tuttavia, che gli inquirenti si siano concentrati sulla individuazione di una vasca utilizzata dalla dinamica, ditta di Capo d'orlando subappaltatrice dei lavori, nella quale si ipotizza confluissero e venissero illegalmente miscelati tutti i rifiuti. Anziché essere estratti e conferiti in apposite discariche, insomma, i rifiuti venivano accumulati in vasca e restavano all'interno dell'impianto. I reati ipotizzati sono infatti: miscelazione di rifiuti pericolosi, abbandono di rifiuti, truffa aggravata in delitto contro il patrimonio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici. Dei nove avvisi di garanzia emessi, 6, dicevamo, sono stati già notificati a Giuseppe Bonarrigo, Felice Fausto Rugolo ed Alfredo Romagnolo, Emilio Cucè, Antonino Bonfiglio, Sarino Galipò. Gli altri tre, invece, verranno notificati al più presto.